Siete stanchi di ricevere ad ogni ora del giorno telefonate
 pubblicitarie che cercano di farvi 
cambiare gestore della luce, operatore telefonico, 
abbonamenti televisivi ed altro? 
Per chi non lo sapesse, è possibile bloccare le chiamate 
indesiderate di pubblicità che ormai si ricevono in modo
 alquanto assillante.



Le nuove regole del marketing telefonico

Gli abbonati (che la legge definisce ora "contraenti") i cui nominativi e numeri 
siano in elenco e che non desiderino ricevere telefonate pubblicitarie, devono
Il Registro è stato istituito con il d.P.R. 178/2010 e la sua gestione è stata affidata, 
dal Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le Comunicazioni, 
L'iscrizione è gratuita, ha durata indefinita e può essere revocata in qualsiasi momento.

Vi sono 5 modi per opporsi alle telefonate pubblicitarie rivolgendosi 
al Gestore del Registro Pubblico delle Opposizioni:

• Per raccomandata, scrivendo a: "GESTORE DEL REGISTRO PUBBLICO
DELLE OPPOSIZIONI – ABBONATI"
UFFICIO ROMA NOMENTANO - CASELLA POSTALE 7211 - 00162 ROMA (RM)
• Via fax: 06.54224822;
• Per e-mail: abbonati.rpo@fub.it;
• Tramite il numero verde: 800.265.265;
• Compilando il modulo elettronico disponibile nella apposita "area abbonato" 
sul sito: www.registrodelleopposizioni.it

Chi tutela gli abbonati se, nonostante l'iscrizione, ricevono una o
più telefonate indesiderate?

Il cittadino può rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali 
o all'Autorità giudiziaria.

Prima di fare la segnalazione è bene però:
• accertarsi dell'avvenuta iscrizione al Registro;
• controllare che siano trascorsi 15 giorni dal momento dell'iscrizione
(solo dopo questo termine, infatti, l'opposizione diviene effettiva);
• verificare di non aver prestato il consenso al trattamento dei propri dati
per finalità di telemarketing allo specifico soggetto che ha effettuato la chiamata.


Chi tutela gli abbonati quando ricevono telefonate pubblicitarie
 malgrado i loro numeri non siano in elenco (utenze riservate)?

Il cittadino può rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali o
 all'Autorità giudiziaria.
Prima di fare la segnalazione è bene però verificare di non aver prestato il consenso 
al trattamento dei propri dati per finalità di telemarketing allo specifico soggetto che ha 
effettuato la chiamata.


I modelli per le segnalazioni al Garante, una volta compilati, possono 
essere inviati nelle seguenti modalità:
· fax: 06.69677.3785
· e-mail: urp@gpdp.it oppure urp@pec.gpdp.it
· raccomandata indirizzata a: "Garante per la protezione dei dati personali,
 Piazza di Monte Citorio, 121 - 00186 Roma"


E' importante sapere che sono state introdotte nuove regole a tutela del 
consumatore:

• chi fa la telefonata pubblicitaria deve rendere visibile il numero chiamante;
• gli operatori, o i loro responsabili, al momento della chiamata, devono indicare con
precisione agli interessati che i loro dati personali sono stati estratti dagli elenchi di abbonati,
fornendo, altresì, le indicazioni utili all'eventuale iscrizione del contraente nel registro delle
opposizioni;
•  l'informativa può essere resa con modalità semplificate.

Va ricordato che: Al Garante per la protezione dei dati personali  sono state attribuite
 funzioni di vigilanza sul Registro delle opposizioni (art. 4 e 12 del d.P.R. 178/2010). Il gestore
 del Registro (FUB) deve  assicurare l'accesso al registro da parte del Garante per la
 protezione dei dati personali, per esercitare controlli, verifiche o ispezioni che risultino necessari 
secondo quanto previsto dal Codice in materia di protezione dei dati personali
Sanzioni: In caso di violazione del diritto di opposizione, nelle forme previste dal d.P.R. 178/2010
 si applica una sanzione da 10 mila a 120 mila euro (articolo 162, comma 2-quater del Codice).

Le segnalazioni al Garante
A partire dall'entrata in funzione, nel febbraio 2011, del Registro delle opposizioni sono pervenute
 al Garante, da parte di abbonati iscritti al Registro, oltre 12.500 segnalazioni (dato aggiornato
 al 30 giugno 2014).
Per ogni presunta violazione è stata avviata una specifica istruttoria preliminare e, nei casi
 in cui è stata accertata la violazione della privacy da parte delle società operanti nel settore
 del telemarketing, sono state contestate sanzioni che ammontano a complessivi 2.236.000 euro
 (dato aggiornato al 30 giugno 2014).


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