venerdì 9 gennaio 2015

E' da tempo che già pensi di voler togliere questo vizio, ma non hai le motivazioni giuste? Sei a pezzi, mal di gola, catarro, tosse, ma non riesci proprio a farne a meno?
Tutta questa dipendenza è nata con una sola sigaretta. La prima che hai fumato nella tua vita . E nemmeno ti era piaciuta !Come lo so ? Semplice, a nessuno è mai piaciuta la sua prima sigaretta.
La nicotina contenuta in quella sigaretta, amplificata dalla sostanze nocive che mettono dentro, ti ha provocato una dipendenza.



Il fumo provoca gravi danni all'organismo. L'unico aspetto "confortante" che possiamo ricavare riguarda lo smettere di fumare: chi smette diminuisce costantemente i rischi legati a queste patologie, tanto che dopo 10 anni è paragonabile a quello di chi non ha mai fumato.

Le sostanze generate dalla combustione della sigaretta (vedi composizione del fumo), provocano seri danni agli apparati respiratorio e vascolare (con ripercussioni cardiache, cerebrali, e circolazione arteriosa periferica), emoglobina, cavità orale e laringe, primo tratto delle vie digestive, placenta e feto, apparato urogenitale, pancreas.


È preferibile non ascoltare i consigli dispensati da amici e parenti sulle tecniche migliori per dire no alla sigaretta: ogni persona affronta le situazioni in maniera diversa, soprattutto quando si parla dell’arduo compito di smettere di fumare. È rassicurante sapere che quasi nessun ex fumatore ha smesso la prima volta che si è proposto di farlo. Generalmente, i tentativi sono più di uno ma se c’è veramente la volontà e la convinzione di volerlo fare, sarà più probabile riuscirci davvero. Meglio gettare accendini, posacenere e ovviamente il pacchetto di sigarette onde evitare di vederli ogni qualvolta si entra in una stanza: occhio non vede, cuore non duole, voglia non viene. L’elemento fondamentale consiste nella forza di volontà, che fa vedere il dire addio alla sigaretta non come una rinuncia ma come una liberazione da una schiavitù sia mentale che fisica. La dipendenza non è solo dalle sostanze contenute nelle bionde: ci si sente legati anche ad una sorta di ritualità, accendendo una sigaretta dopo il caffè, in una serata tra amici bevendo un bicchiere in compagnia, dopo i pasti. Tutto ciò condiziona il successo dell’obiettivo che ci si è prefissati e lascia uno stato interiore di insofferenza se non si è davvero convinti di voler smettere.

La dipendenza mentale è la più difficile da combattere: quella fisica si supera dopo un paio di settimane e già dopo le prime 48 ore si può affermare che il peggio sia passato. Al contrario, se la mente ha acquisito rituali e convinzioni per cui non si vede la reale necessità di smettere, sarà più difficile riuscirci; nonostante tutti ormai siano a conoscenza dei rischi sulla salute, la convinzione di fallire e ricominciare a fumare dopo poco spinge il soggetto a non intraprendere proprio il percorso che può rivelarsi uno dei più difficili della sua vita.



Il desiderio impellente di una sigaretta dura solo pochi minuti e non è troppo difficile adottare strategie per distrarsi come bere un bicchiere d’acqua, fare una passeggiata, chiacchierare con
qualcuno, masticare una gomma o una caramella senza zucchero. La nicotina è un anoressizzante: quindi, smettendo di fumare, è possibile un aumento di peso non superiore ai due o tre chili. Non tutti comunque ingrassano, ma se non si vuole rischiare è sufficiente cambiare gradualmente le proprie abitudini alimentari, riducendo la quantità di cibo per pasto, preferire 3-5 pasti leggeri piuttosto che due abbondanti, bere molti liquidi, ridurre il consumo di alcolici, scegliere frutta e verdura quando si sente la necessità di mangiare qualcosa fra i pasti e, infine, aumentare l’attività fisica.

E’ anche bene ricordare che può capitare di ricominciare a fumare e ciò può servire a riconoscere e ad affrontare meglio i momenti critici; le ricadute fanno parte del percorso di cambiamento e non devono scoraggiare, ma possono essere utili per conoscere ed affrontare meglio i momenti critici.

Se non si riesce a smettere da soli, la cosa migliore da fare è sentire il proprio medico di famiglia e decidere insieme un percorso. La scienza ha dimostrato che maggiore è il supporto che si riceve, più è alta la probabilità di smettere di fumare in modo definitivo. Le strategie per smettere di fumare oggi comprendono:
Terapie farmacologiche. La terapia con i sostitutivi della Nicotina (NRT) e il Bupropione aiuta i fumatori ad astenersi e ad alleviare i sintomi di astinenza; inoltre si stanno studiando nuovi farmaci, specificatamente per i fumatori, che diminuiscono il piacere associato al fumo.
Sostegno psicologico. Lo sfogarsi con una persona, facilita la decisione al cambiamento, aiuta a rafforzare le motivazioni; le terapie di gruppo aggiungono alle strategie cognitive e comportamentali la condivisione dei problemi e delle motivazioni con altri fumatori.

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