sabato 5 giugno 2021

Ormai il nostro piccolo orto sul balcone sta crescendo, abbiamo piantato prezzemolo, basilico, rosmarino e la rucola ma,

 a pensarci bene, perché non provare anche con la salvia?

Con questa guida semplice ed intuitiva potete arricchire i vostri piatti 

a chilometro zero e con tanti benefici.

Orto sul balcone: la salvia

Possiamo aggiungerla ai nostri arrosti per averli ancora più profumati e gustosi, al nostro pesce, alle minestre e verdure in genere, ma anche una semplice fettina di carne panata sarà apprezzata dal nostro palato se aggiungiamo al pangrattato un mix di aromi, proprio quelli che stiamo coltivando sul nostro balcone.

La salvia, tra questi, è l’aroma più conosciuto e usato in tutto il mondo e per le sue numerose proprietà è anche chiamata “pianta della salute”.

Inoltre, rispetto a tutti gli altri aromi, la salvia può essere gustata da sola, le sue foglie più larghe e carnose, possono essere bagnate in pastella e fritte, saranno un ottimo contorno ma vengono maggiormente apprezzate come parte di un aperitivo.




Non dimentichiamo poi la bontà dei tortellini burro e salviaun classico intramontabile della cucina italiana.

Allora rivediamo qualcosa che ci può essere utile per conoscere meglio questa pianta.

Salvia: caratteristiche generali

La salvia fa parte della famiglia delle Laminaceae, e il genere salvia conta numerose specie tra le quali la salvia officinalis detta anche salvia comune, quella che conosciamo e usiamo abitualmente.

La pianta presenta fusticini inizialmente di colore verde che, con l’andare del tempo diventano legnosi e prendono il tipico colore marrone, le foglie allungate lievemente, dal tipico colore “verde salvia”sono vellutate in superficie e ruvide nella parte inferiore.

La pianta può raggiungere anche un metro di altezza e assume un aspetto cespuglioso.

Quando fiorisce, in primavera, produce fiori di un bellissimo colore viola-lilla.

Per ottenere una pianta possiamo usare la tecnica della semina oppure quella per talea.

Salvia: la semina

Se compriamo i semi iniziamo a porli a dimora verso il mese di marzo, interriamoli di qualche centimetro e poniamo il vaso in ombra.



Prima che i semi germoglino occorre tenere il terreno sempre umido, per questo, come abbiamo fatto per le altre piante, utilizziamo uno spruzzino che bagna il terriccio ma evita gli eccessi di acqua che potrebbero far marcire i semi.

Sempre per mantenere il terreno umido sarebbe utile ricoprilo con della plastica bucherellata per farlo respirare ma allo stesso tempo evitare che si asciughi troppo, ecco perché occorre lasciarlo ancora in ombra.

Dopo due-tre settimane vedremo spuntare le nostre piantine di salvia, non tutti i semi germineranno, per questo i risultati saranno inferiori alle nostre aspettative.

In ogni caso, se i germogli risultano troppo avvicinati tra loro, bisogna evitare che “soffochino” dunque possiamo eliminare le piante che ci sembrano più piccole, striminzite e lasciare quelle più vigorose oppure trapiantarne alcune in altri vasi.

In questo caso manipolare le erbe con la massima delicatezza.

Talea

La talea è comunque il metodo più consigliato per far riprodurre la salvia perché dà, quasi sempre, ottimi risultati.

Il periodo migliore per effettuare tale lavoro va da marzo a luglio.

Scegliamo quindi una pianta che osserviamo essere rigogliosa, dalle foglie larghe, che abbia almeno due o tre anni di età, tagliamo la parte finale di un rametto che sia lunga circa 8 cm, togliamo le foglie che sono poste in basso e interriamola.

Anche in questo caso non bisogna esagerare con l’acqua utilizzata per innaffiarla, ci serviremo del nostro utilissimo spruzzino e, se notiamo che il terreno tende ad asciugarsi con facilità, lo ricopriremo con della plastica trasparente e un po’ bucherellata.

Quando vedremo che le talee iniziano a germogliare possiamo togliere la plastica ma lasciamoli sempre in un luogo riparato dal sole e dal vento fino a quando non siamo sicuri che la piantina sia attecchita per bene.

Raccolta della salvia

Le foglie di salvia possono essere raccolte quotidianamente all’occorrenza, occorre prelevare quelle apicali e non lavarle ma pulirle con un panno umido.

Il loro aroma, intenso e caratteristico, è dovuto all’olio essenziale che contengono.

Le foglie si possono anche raccogliere per poi essere conservate, in questo caso devono essere prese prima che la pianta fiorisca.

Prendiamo quelle più tenere che si trovano nella parte apicale della pianta, poggiamole su un vassoio e ricopriamole con un velo tenuto fermo alle estremità da qualche piccolo peso affinché non si sposti.

Quando vedremo le foglie asciutte riponiamole in sacchetti che non siano di plastica, meglio se di carta o di stoffa.

Adesso abbiamo assicurata anche una buona scorta di salvia.

Proprietà della salvia

Le proprietà terapeutiche della salvia sono note sin dai tempi più antichi quando si credeva che poteva guarire qualsiasi malattia tanto che i romani la consideravano una pianta sacra.



Il suo nome deriva proprio dal termine “salvare” perché la si può utilizzare per attenuare tanti malesseri di vario genere.

Grazie ai suoi flavonoidi, che hanno un’azione simile a quella degli estrogeni, attenua i disturbi delle mestruazioni e quelli della menopausa.

Dato che rilassa i muscoli lisci, nel caso di contratture dell’apparato digerente o dell’utero, riesce a calmare i dolori e i fastidi che ne conseguono.

Notevoli sono le sue capacità antinfiammatorie e diuretiche, inoltre l’olio essenziale è particolarmente utile per disinfettare e per fluidificare perciò viene usato per preparare prodotti utilizzati in caso di tosse, raffreddore, e altre patologie dell’apparto respiratorio.

La salvia è utile anche per abbassare il tasso di glicemia nel sangue, in questi casi occorre utilizzare gli infusi preparati per lo scopo.

Le sue foglie vengono usate anche per sbiancare i denti e prevenire l’alitosi, lo sapevano anche le nostre nonne che la utilizzavano come dentifricio e non è un caso che oggi molte di queste paste, adoperate per pulirci i denti, contengano i principi attivi della salvia.

Strofinare delicatamente una foglia di questa pianta sui denti, serve oltre a favorirne l’effetto sbiancante, a lasciarci una sensazione di freschezza e di pulizia molto gradevole.

Naturalmente non eccedere e non sfregare eccessivamente per non rovinare lo smalto dei denti e le gengive.

Per queste proprietà terapeutiche con gli oli essenziali e gli estratti della salvia sono state preparate tisane, decotti e tinture madri.

Dato che in alcuni casi questi preparati sono sconsigliati, prima di utilizzarli consultiamo il nostro medico di famiglia che ci aiuterà anche ad evidenziare, se esistono, eventuali casi di allergie.

E adesso buon lavoro per il nostro “orto sul balcone”.

 


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